MARTEDÌ 12 DICEMBRE 2017 19:12
 

Istituzioni

Trenta interviste-sorpresa che ci avvicinano a protagonisti della cultura e ci permettono di attraversare la loro opera

Il nuovo libro di Anna Crespi "Esercizi di conversazione"

(sotto, Anna Crespi, foto Gerry Pizzocari)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                          

                                                                                                                                                                  


     Non è una sorpresa vedere stampato, leggere, sorseggiare, soffermarsi con le pause giuste, un libro di Anna Crespi, perché la fondatrice degli “Amici della Scala” ha già pubblicato due romanzi e altre preziosità come, ad esempio, una favola.

L’ultimo lavoro, “Esercizi di conversazione”, edito da “Ponte alle Grazie”, è un volume di interviste dedicate a protagonisti della cultura e dell’arte. Certamente la Signora Anna Crespi, in considerazione della sua attività di promozione culturale e della città in cui vive, Milano, gode il privilegio di un ampio interscambio umano.

Tuttavia l’esercizio di queste interviste ha un obiettivo ben diverso: un dialogo intimo con gli intervistati tanto che si può cogliervi l’anima.

Conversando con alcuni personaggi nel corso del tempo, Anna Crespi rivive il loro modo di essere nell’arte e come hanno folgorato la cultura e il pubblico che li ha seguiti.

Tra i protagonisti, una trentina, ce ne sono alcuni in cui dalla conversazione si sprigiona un fuoco emotivo che progressivamente ti avvolge e ogni tentativo di spegnerlo è vano.

  

  (nella foto a s. Carlo Bertelli)

     Ad esempio, per Carlo Bertelli, storico dell’arte, a domande bellissime sul restauro, le risposte sono state di una emozione profonda, un tratteggio sull’arte che ti fa venire subito il desiderio di scoprire di più. Un banchetto con posate d’argento.

L’incontro con Franco Buzzi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, è un colloquio che vola alto, è trascendente quanto terreno, indugia sulla fede e su Dio senza mai invaderli, si trasforma da conversazione a confessione, da confessione a grazia. E’ un beato!

Con l’incredibile capitolo su Vladimir Denissenkov, fisarmonicista, comincia ad aprirsi tutta la tematica della musica che, peraltro, era già iniziato con Sylvano Bussotti. Del resto, la vocazione di argomentare di musica per la Signora Anna Crespi non è solo istituzionale, è anima e cuore.

E’ un transfert da una persona all’altra, fra “strutture razionali e istinto” che comunicano, la musica diventa parte consapevole dell’intervista. E così sarà per Oriella Dorella, Daniele Gatti, Cesare Mazzonis, Quirini Principe, Yong Min, Gaston Fournier-Facio, Luca Francesconi, Luisa Spinatelli.

Poi ci sono degli altri intervistati, fondamentali per i settori che hanno conquistato e fuori da una linea convenzionale. E’ per questo che ad Anna Crespi piace entrare in animi diversissimi. Quando è a colloquio con Lawrence D. Lovett, mecenate, apre un percorso di importanti origini imprenditoriali, quasi avventurose, e continua sottolineando la nobile lungimiranza ma non c’è mai distanza tra le due parti, intervistatore e intervistato, entrambi sono alla stessa altezza.

Ancora un incontro più materiale, apparentemente più al tatto, con Arnaldo Pomodoro, scultore. E’ un colloquio da laboratorio di idee, sottilmente urbanistico. Oltre a parlare diffusamente di Milano, la città ricostruita, che scompare, che si fa brutta, e ricompare, che si fa bella, si citano i materiali da lavoro: creta, gesso, gomma siliconica, cera, bronzo. Come Anna Crespi spatola le sue conversazioni, energia che sprigiona un “campo di forze”. 

 

Roberto Tirapelle

Pubblicato in data 16/09/2016